Cercare lavoro a settembre: è il momento giusto per cambiare

Cercare lavoro a settembre: è il momento giusto per cambiare

Settembre ha qualcosa di particolare.

Tecnicamente l’anno è già iniziato da otto mesi.

Eppure, professionalmente, per molte persone sembra cominciare proprio adesso.

Si torna dalle ferie.

Riaprono gli uffici.

Ripartono riunioni, progetti, obiettivi e attività che ad agosto avevano inevitabilmente rallentato.

Durante i miei anni da recruiter ho sempre percepito settembre come una sorta di Capodanno lavorativo: dopo la pausa estiva, il mercato ricomincia a muoversi e molte persone tornano a interrogarsi sul proprio futuro professionale.

Magari il pensiero era già comparso prima delle vacanze:

“Dovrei cambiare lavoro.”

Poi è arrivato agosto.

Hai rimandato.

Hai staccato.

E adesso che sei tornato qualcosa ti dice che non vuoi semplicemente ricominciare da dove avevi lasciato.

La domanda allora diventa:

settembre è un buon momento per cercare lavoro?

Può esserlo.

Ma non perché esista una regola secondo cui settembre sia automaticamente il mese migliore per trovare un nuovo impiego.

Può esserlo perché questo periodo offre l’occasione per fare qualcosa che nella gestione della carriera rimandiamo troppo spesso:

muoverci prima di essere costretti a farlo.

Settembre e quella sensazione di nuovo inizio

Ci sono periodi dell’anno che sembrano naturalmente associati a una ripartenza.

Gennaio è uno di questi.

Settembre è l’altro.

Torniamo dalle vacanze e quasi automaticamente iniziamo a fare programmi.

Riprendere palestra.

Organizzarsi meglio.

Portare avanti un progetto lasciato in sospeso.

Cambiare qualche abitudine.

E anche il lavoro può entrare in questa lista.

Soprattutto quando il rientro dalle ferie ci ha lasciato una sensazione precisa.

Ne ho parlato nell’articolo su quando non vuoi tornare al lavoro dopo le ferie.

Un conto è pensare:

“Peccato, avrei fatto volentieri un’altra settimana di vacanza.”

Un altro è rientrare e rendersi conto:

“Non voglio trascorrere un altro anno professionale così.”

In quel caso settembre può diventare non il mese delle dimissioni impulsive, ma quello in cui inizi finalmente a interrogarti sul tuo futuro.

Il grande errore: cercare lavoro soltanto quando non ne puoi più

Nella mia esperienza ho visto ripetersi moltissime volte lo stesso meccanismo.

Le persone rimangono ferme finché la situazione è sopportabile.

Poi succede qualcosa.

Non arriva la promozione promessa.

Cambia il capo.

L’ambiente peggiora.

Il lavoro non interessa più.

La crescita si blocca.

La pressione aumenta.

E solo allora decidono:

“Adesso cerco un altro lavoro.”

Il problema è che, nel frattempo, potrebbe essere diventato molto più difficile farlo con calma.

Non troppo tardi per cambiare.

Troppo tardi per affrontare la ricerca nelle condizioni migliori.

Perché se sei esasperato non stai più necessariamente cercando un’opportunità migliore.

Stai cercando una via d’uscita.

E le due cose sono molto diverse.

Cercare lavoro quando stai ancora bene

Una delle convinzioni che metto più spesso in discussione è questa:

“Cerco lavoro soltanto quando devo cambiare.”

Perché dovrebbe funzionare così?

Non sto dicendo che devi trascorrere la vita a mandare curriculum.

E neppure che dovresti vivere con la valigia pronta sotto la scrivania.

Sto dicendo qualcosa di molto più semplice:

non perdere completamente il contatto con il mercato del lavoro.

Se lavori da anni nella stessa azienda, sapere cosa succede fuori può essere utile anche se oggi non vuoi andartene.

Quali ruoli vengono ricercati?

Quali competenze chiedono le aziende?

Come viene valutata la tua esperienza?

Quali responsabilità stanno assumendo professionisti simili a te?

Quali aziende potrebbero avere bisogno delle tue competenze?

Sono informazioni sulla tua carriera.

Non una dichiarazione di guerra al tuo datore di lavoro.

Il problema del curriculum fermo a dieci anni fa

Poi arriva il giorno in cui vuoi davvero cambiare.

Apri il computer.

Cerchi il curriculum.

Ultima modifica:

E improvvisamente devi raccontare quasi dieci anni di carriera.

Nel frattempo il mercato è cambiato.

Tu sei cambiato.

Il tuo lavoro è cambiato.

Le competenze richieste possono essere cambiate.

Forse fai perfino fatica a ricordare tutti i risultati raggiunti negli ultimi anni.

E così comincia la corsa.

CV.

LinkedIn.

Annunci.

Recruiter.

Candidature.

Colloqui.

Tutto contemporaneamente.

E magari devi fare tutto questo mentre continui a lavorare otto, nove o dieci ore al giorno in un posto dal quale vuoi disperatamente andartene.

Ecco perché aspettare l’ultimo momento raramente rappresenta la strategia migliore.

Cercare un nuovo lavoro è un lavoro

Può sembrare una frase fatta, ma è vera:

cercare lavoro richiede tempo ed energia.

Devi capire cosa vuoi.

Individuare i ruoli.

Cercare aziende.

Leggere annunci.

Preparare candidature.

Rispondere ai recruiter.

Partecipare ai colloqui.

Aspettare.

E qualche volta ricominciare.

Una candidatura non riceve risposta.

Un colloquio sembra andare bene ma viene scelta un’altra persona.

Un’azienda interrompe la selezione.

Un recruiter non richiama.

Un’opportunità sulla carta interessante si rivela diversa durante il colloquio.

Tutto questo fa parte del processo.

Il vero errore è immaginare:

“Quando deciderò di cambiare basterà mandare qualche CV.”

Potrebbe anche succedere.

Ma affidare il proprio futuro professionale esclusivamente allo scenario migliore non è una strategia.

Perché muoversi con lucidità cambia tutto

Immagina due situazioni.

Nella prima non stai male nel tuo lavoro.

Semplicemente senti che qualcosa potrebbe migliorare.

Vorresti crescere.

Cambiare settore.

Guadagnare di più.

Avere maggiore autonomia.

Oppure vuoi soltanto capire cosa offre il mercato.

Fai un colloquio.

La posizione non ti convince.

Dici no.

Ne fai un altro.

Lo stipendio è troppo basso.

Dici no.

Una terza azienda sembra interessante.

Approfondisci.

Hai libertà di scelta.

Adesso immagina invece di essere arrivato al limite.

Ogni mattina non vuoi andare al lavoro.

Il rapporto con il capo è diventato insostenibile.

Hai soltanto bisogno di uscire.

Arriva una proposta.

Non è esattamente quello che cercavi.

Ma pensi:

“Qualsiasi cosa è meglio di qui.”

E accetti.

Questo è uno dei rischi di aspettare troppo.

La fretta restringe le alternative.

La lucidità le amplia.

Se settembre ti ha fatto capire che sei fermo

Il tuo problema potrebbe anche non essere un ambiente tossico.

Semplicemente ti senti fermo.

Stesso ruolo.

Stesse attività.

Stesse responsabilità.

Nessun avanzamento.

Nessuna prospettiva concreta.

Passano gli anni e professionalmente hai la sensazione di essere ancora nello stesso punto.

In questo caso può essere utile leggere anche il mio approfondimento sulla mancanza di crescita professionale.

Perché non bisogna necessariamente aspettare che il lavoro diventi insopportabile prima di valutare alternative.

Puoi voler cambiare semplicemente perché desideri qualcosa di migliore.

“Ma tanto adesso sto bene”

Meglio.

È proprio quando stai ancora bene che puoi ragionare con maggiore serenità.

Puoi osservare il mercato senza ansia.

Puoi candidarti soltanto alle opportunità che ti interessano veramente.

Puoi fare colloqui senza la sensazione che da quell’incontro dipenda la tua salvezza.

Puoi permetterti di dire no.

Puoi persino arrivare alla conclusione che, dopo aver visto cosa esiste fuori, la tua attuale azienda non sia poi così male.

Anche questa è un’informazione preziosa.

Esplorare il mercato non significa essere obbligati a cambiare.

Significa avere alternative.

E se invece sei già in un ambiente tossico?

Qui il discorso diventa ancora più importante.

Quando lavori in un ambiente di lavoro tossico può succedere qualcosa di paradossale.

Sai che dovresti iniziare a costruire un’alternativa.

Ma continui a rimandare.

“Ora ho troppo lavoro.”

“Dopo questo progetto.”

“Aspetto il bonus.”

“Vediamo se cambia il capo.”

“Dopo Natale.”

“Dopo Pasqua.”

“Dopo le ferie.”

E improvvisamente siamo di nuovo a settembre.

Il problema è che, nel frattempo, quella situazione può diventare la tua normalità.

Ti abitui.

E più ti abitui, più può diventare difficile immaginare qualcosa di diverso.

A volte inizi perfino a convincerti che “tanto dappertutto è così”.

Non è necessariamente vero.

Non aspettare di arrivare al limite

Quando hai ancora energia puoi costruire.

Quando sei già esausto, anche aggiornare una pagina del curriculum può sembrare un’impresa.

Se la tua situazione è ancora gestibile hai una risorsa preziosa:

il tempo.

Tempo per riflettere.

Tempo per capire cosa vuoi.

Tempo per sbagliare una candidatura.

Tempo per sostenere un colloquio non perfetto e imparare.

Tempo per rivedere la strategia.

Tempo per aspettare un’opportunità davvero interessante.

Questo margine vale moltissimo.

Cosa fare concretamente a settembre se vuoi cercare lavoro

La prima cosa che farei non è inviare curriculum.

È fermarmi.

E rispondere a una domanda:

perché voglio cambiare?

Non basta:

“Perché non ne posso più.”

Che cosa non funziona?

Il ruolo?

Il capo?

Lo stipendio?

Le prospettive?

L’organizzazione?

Gli orari?

Il settore?

L’azienda?

Perché se non capisci cosa stai cercando di lasciare rischi di ritrovare la stessa situazione altrove.

Poi arriva la seconda domanda:

che cosa voglio trovare?

Più responsabilità?

Meno responsabilità?

Uno stipendio migliore?

Maggiore equilibrio?

Un’azienda più grande?

Una realtà più piccola?

Un altro ruolo?

Un settore nuovo?

Una prospettiva concreta di crescita?

Prima viene la direzione.

Poi gli strumenti.

Aggiorna gli strumenti prima di usarli

A quel punto arriva il curriculum.

Non limitarti ad aggiungere l’ultima esperienza in cima al CV che utilizzavi dieci anni fa.

Chiediti se racconta davvero il professionista che sei oggi.

Poi guarda LinkedIn.

Il tuo profilo è coerente?

Il tuo ruolo è comprensibile?

Le competenze principali emergono?

E prima ancora di iniziare con candidature massive, leggi diversi annunci.

Non soltanto per candidarti.

Per capire.

Quale linguaggio viene utilizzato?

Quali competenze ritornano?

Quali requisiti possiedi?

Quali potrebbero mancarti?

Quali posizioni potrebbero rappresentare un’evoluzione rispetto a quella attuale?

Questa fase esplorativa può dirti moltissimo sul tuo posizionamento professionale.

Non candidarti a tutto

La paura di non trovare nulla porta spesso a un comportamento comprensibile:

candidarsi ovunque.

Venti annunci.

Trenta.

Cinquanta.

Purché il titolo assomigli vagamente al proprio lavoro.

Ma quantità e strategia non sono la stessa cosa.

Prima di candidarti chiediti:

questa posizione mi porterebbe realmente verso qualcosa di migliore?

Soprattutto se stai cercando di uscire da un contesto poco sano.

Perché il rischio più grande non è soltanto non trovare lavoro.

È trovare velocemente il lavoro sbagliato.

Usa il colloquio anche per valutare l’azienda

C’è poi una cosa che molti candidati dimenticano.

Il colloquio non serve esclusivamente all’azienda per capire se vuole assumerti.

Serve anche a te per capire se vuoi lavorare lì.

Come viene presentato il ruolo?

Perché la posizione è aperta?

Cosa si aspettano nei primi mesi?

Quali possibilità di crescita sono previste?

Come viene organizzato il lavoro?

Cosa succede quando ci sono picchi di attività?

Qual è lo stile del responsabile?

Sono informazioni importanti.

Soprattutto se stai cambiando proprio perché vuoi uscire da una situazione negativa.

Ho dedicato un approfondimento a come riconoscere un ambiente di lavoro tossico durante il colloquio.

Non avere fretta di dire sì

Se inizi a cercare lavoro a settembre non devi necessariamente averne trovato uno nuovo entro ottobre.

Il vero risultato della ricerca non dovrebbe essere:

“Ho trovato qualcosa.”

Ma:

“Ho trovato qualcosa che ha senso per me.”

Sono due obiettivi molto diversi.

E se oggi non hai ancora urgenza, puoi permetterti il secondo.

Questo è uno dei grandi vantaggi di muoversi per tempo.

Settembre può essere il momento giusto, ma non per il motivo che pensi

Quindi settembre è il mese migliore per cercare lavoro?

Non trasformerei questa idea in una regola universale.

Settori diversi hanno dinamiche differenti.

Le aziende assumono in momenti diversi.

Le carriere hanno tempi diversi.

Le persone hanno necessità differenti.

Ma settembre può essere un ottimo momento per una ragione molto più semplice.

Ti offre l’occasione di ricominciare a guardare fuori.

Puoi aggiornare gli strumenti.

Puoi tornare a conoscere il mercato.

Puoi fare un colloquio.

Puoi capire come viene percepita la tua esperienza.

Puoi valutare alternative.

Puoi anche decidere di rimanere dove sei.

Ma a quel punto sarà una scelta più consapevole.

Il momento migliore per cercare lavoro

Se dovessi scegliere una regola, non sarebbe:

“Cerca lavoro a settembre.”

Sarebbe questa:

il momento migliore per iniziare a costruire un’alternativa è prima di averne disperatamente bisogno.

Quando hai ancora tempo.

Quando hai ancora lucidità.

Quando puoi permetterti di dire no.

Quando non sei costretto ad accettare la prima porta che si apre.

Se settembre può diventare l’occasione per iniziare, tanto meglio.

Non serve dimetterti domani.

Non serve rivoluzionare la tua vita entro fine mese.

Puoi semplicemente iniziare facendo una cosa che molte persone smettono completamente di fare appena ottengono un lavoro stabile:

guardare cosa esiste fuori.

Magari scoprirai che vuoi restare.

Oppure scoprirai che esiste davvero qualcosa di più adatto a te.

In entrambi i casi avrai acquisito un’informazione importante sulla tua carriera.

Se vuoi trasformare il pensiero di cambiare in un piano

Nel mio libro Aziende tossiche – Come uscire da un ambiente di lavoro tossico e ritrovare la felicità dedico una parte importante proprio al momento giusto per iniziare a cambiare e alla costruzione della propria via d’uscita.

Perché spesso aspettiamo troppo.

Aspettiamo che la situazione precipiti.

Aspettiamo di non farcela più.

Aspettiamo che qualcuno o qualcosa decida al posto nostro.

E invece possiamo iniziare prima.

Con calma.

Con metodo.

Con una direzione.

Puoi trovare Aziende tossiche su Amazon.

Chi sono

Mi chiamo Jacopo Bagaglio e sono consulente di carriera, career coach e formatore.

Dopo oltre dieci anni nel mondo delle Risorse Umane e della selezione del personale, oggi aiuto professionisti, manager e neolaureati a fare chiarezza sul proprio futuro professionale, valorizzare le proprie competenze e affrontare con maggiore consapevolezza i momenti di cambiamento.

Sono autore del libro “Aziende tossiche: come uscire da un ambiente di lavoro tossico e ritrovare la felicità” e credo che le decisioni più importanti della nostra carriera nascano prima di tutto dalla conoscenza di sé.

Se vuoi conoscere meglio il mio lavoro o capire come posso aiutarti, puoi visitare il mio sito o contattarmi direttamente.

 

Create your account

Pre-Built Demos Collection

Unfinity Plus comes with a beautiful collection of modern, easily importable, and highly customizable demo layouts. Any of which can be installed via one click.

Demo
Corporate & Business
View Demo
Demo
Finance & Account
View Demo
Demo
Consulting & Business
View Demo
Demo
Construction Business
View Demo
Demo
Transportation & Logistic
View Demo
Demo
Lawyers
View Demo
Demo
Event
View Demo
Demo
Medical
View Demo
Demo
Digital Agency
View Demo
Demo
Hotel
View Demo
Demo
Church
View Demo
Demo
Restaurant
View Demo
Demo
Photography
View Demo
Demo
App Launching
View Demo
Demo
Minimal Portfolio
View Demo
Demo
Industrial
View Demo